Un altro oro per la foggiana Martina Criscio

Written by on 20 Marzo 2018

Dopo essere stata ai microfoni di Radio NOVA IONS 97 nella stagione precedente, e dopo il successo ottenuto lo scorso gennaio, la nostra campionessa Martina Criscio è tornata a trovarci, stavolta ai microfoni di Questa è la mia festa, pochi giorni prima della gara di Coppa del Mondo ad Atene, dove, con la sua squadra, ha portato a casa un’altra medaglia d’oro! Le avremo portato fortuna? Leggete un po’ cosa ci siamo dette.

 

D: Diamo il benvenuto a Martina Criscio! Aspetta, lo so: la campionessa mondiale ed europea di sciabola a squadre…mancina!

R: Come se ci fosse una categoria a parte per i mancini (ride)

 

D: Non c’è una categoria a parte, però i mancini sono più bravi! Allora, tu sei già stata intervistata l’anno scorso ai nostri microfoni, ma mai a “Questa è la mia festa”, quindi veniamo a noi. Che cosa significa essere…

R: Mancina? (ride)

 

D: Proviamo a dirlo seriamente. E’ stato secondo te, a volte, un difetto essere donna nel tuo sport?

R: Nel mio sport particolarmente no. La Federazione è molto invidiata nel mondo perché c’è molta equità fra sesso maschile e femminile. Molti infatti non si spiegano perché da noi sia così. Io in realtà credo sia perché è uno sport minore quindi già siamo pochi…! Ci diamo manforte! No, non credo che essere donna sia mai stato un limite. Poi lo sport dà la possibilità a tutti di esprimersi.

 

D: Ma anche durante gli allenamenti i tuoi compagni erano maschi e femmine in egual numero? Non ti hanno mai fatto sentire in minoranza?

R: Sì, questo un po’ sì. Cioè ho sempre vissuto una realtà di “palestra maschile” e questo probabilmente ha caratterizzato anche il mio modo di fare scherma, anche perché non so per quale motivo ma le ragazze arrivavano fino a una certo punto e poi lasciavano. Forse non reggevano la tensione.

 

D: Probabilmente tu sei diventata così brava perché dovevi dimostrare ai tuoi compagni maschi di essere brava più di loro.

R: Sì, per me è sempre stata una sfida. Questo mi ha reso forte, ha dato grande impulso alla mia voglia di vincere e mi ha fortificato come persona.

 

D: Quindi possiamo dire che per te essere donna è stato più un vantaggio. Possiamo affermare che se fossi stata uomo ora non saresti campionessa del mondo. 

R: Essere donna mi ha portato bene. (ride)

 

D: Attualmente la scherma femminile va alla grande.

R: Sì, più di quella maschile.

 

D: E, in particolare, il Circolo Schermisco Dauno è una realtà molto affermata a livello nazionale.

R: Sì, la scherma foggiana produce campioni da più di cinquant’anni.

 

D: Come mai?

R: Probabilmente ci sono sempre stati grandi maestri. Poi io credo che al sud ci sia una voglia di emergere maggiore rispetto ad altre realtà magari al nord, dove la qualità della vita è più alta.  Qui può essere anche un modo per uscire da un contesto meno privilegiato.

 

D: Siamo d’accordo. Martina, vuoi riprodurre qui in studio il grido della vittoria di gennaio?

R: Lo farei volentieri ma non ho voce (ride)

 

D: Tu sei una di quelle che esultano quando vincono. E’ una cosa bella!

R: Assolutamente sì. Mi trattengo, ma poi in qualche modo la gioia deve uscire.

 

D: Che hai pensato in quel momento?

R: Ma niente, gridavo. Non ne potevo più, la tensione era altissima, a livello mentale. È stato un grido liberatorio.

 

D: Martina devi sapere che nel nostro programma abbiamo due rubriche, una è “IconicA” che dedichiamo alle grandi donne della musica, ma visto che non credo tu sia una cantante, a meno che non abbia delle doti nascoste…

R: Sì, a parte il karaoke. (ride)

 

D: Volevamo coinvolgerti nella nostra rubrica “Viaggio da sola” che parla di donne che viaggiano da sole, anche metaforicamente, parlando di grandi imprese. In particolare cerchiamo di abbattere i pregiudizi sulle donne che viaggiano da sole. Tu in realtà non viaggi proprio da sola…

R: Noi siamo sempre il “gruppo sciabola”.

 

D: Mancini? (ride)

Però aldilà della squadra, ti sei staccata dai viaggi di famiglia o con gli amici, i tuoi sono dei viaggi di lavoro dove sostanzialmente sei sola. Sei andata anche a Rio per le Olimpiadi.

R: A Rio ci hanno tamponato due giorni prima della gara. Sembrava dovesse finire in tragedia ma alla fine poi è andato tutto bene.

 

D: Una cosa che mi chiedo sempre è: avete tempo libero per andare un po’ in giro?

R: Sì, quando facciamo viaggi brevi poco, perché arriviamo il giorno prima della gara e il giorno dopo ripartiamo. Ma se andiamo in America o in Asia dove per questioni di fuso arriviamo tre giorni prima della gara, abbiamo modo di girare.

 

D: Mangiate piatti tipici nonostante le vostre diete restrittive?

R: Eh, è un po’ difficile rispettare l’alimentazione perché non siamo la nazionale di calcio e non abbiamo lo chef che ci cucina un piatto di pasta. Quindi non è facile adattarsi. L’ultima volta in Cina è uscita una zampa di gallina da qualche parte e da lì abbiamo cominciato a fare scorte di legumi in scatola in una valigia a parte. (ride)

 

D: Qual è il posto più bello che hai visto?

R: Mi è piaciuto molto il Giappone, a parte il cibo. Perché il sushi in Giappone non è proprio come quello che mangiamo nei ristoranti qui, ci sono pesci strani che non hai mai visto.

Ad ogni modo imparare a viaggiare da sola a 14 anni non è stato facile. Arrivavo in aeroporto e non sapevo neanche leggere i cartelli. Una volta ho perso l’aereo in Cina.

 

D: E poi come hai fatto?

R: Ho dovuto prendere un biglietto per un volo da sola. Ho avuto paura, nessuno mi capiva, ho dovuto mimare che mi serviva un biglietto. È stato un paio di anni fa, ma l’ansia per queste cose non ti passa mai.

 

D: Chiudendo questa parentesi sui viaggi, abbiamo provato a convincere Martina a cantare Britney Spears, ma non ci siamo riuscite. Quindi veniamo alle cose serie. Dove possiamo seguirti per rimanere aggiornati sui tuoi spostamenti e sulle gare?

R: C’è una pagina Facebook, Martina Criscio.

 

D: Quali sono i tuoi progetti futuri?

R: Allora ieri sono tornata dal ritiro con la Nazionale a Formia. Il weekend prossimo ho la seconda prova nazionale Assoluti (non mancini) a Caorle e il weekend successivo partiremo per la coppa del mondo ad Atene.

 

D: Wow! Non tornare qui se non hai vinto.

R: Eh, sono un po’ tesa.

 

D: Va bene allora possiamo salutarti Martina, grazie per essere stata con noi e ti facciamo un grande in bocca al lupo per le tue prossime gare. Anzi tanta merda!

R: Grazie a voi e Viva il lupo!